Appunti di Viaggio


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Volando tra giganti e fantasmi

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Volando tra giganti e fantasmi
7107 isole… Filippine, natura, avventura, cultura.Io ne ho viste cose che voi uomini non potreste immaginarvi. Giganti librarsi nel fluido denso chiamato mare, fantasmi portare nel grembo esseri microscopici e con il loro movimento donargli la vita.E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come gocce di pioggia nel mare, per colpa dell’entità che ha colonizzato ed abusato della risorsa Gaia.Cosi termina il filmato del fantastico viaggio che ho realizzato nelle Filippine: ‘Volando tra giganti e fantasmi’.Il pesce più grande del pianeta mare, lo squalo balena, il ‘gigane gentile’, in contrasto con i ghost fish, i peschi fantasma. Il contrasto di dimensioni si accentua quando all’interno del ‘grembo’ di un pesce fantasma, numerose uova con all’interno gli occhi formati ci scrutano, il microcosmo che può essere spazzato via con una spinta di pinne maldestra.Nuotare con lo squalo balena è un’emozione unica. Avevo già provato questa esperienza qualche tempo fa ad Exmouth, nel Western Australia, nell’unico reef al mondo che affaccia ad ovest. La possibilità di nuotare insieme a questa fantastica creatura e filmarla era stato per me un grande privilegio. Questo era ed è tutt’ora possibile in Australia, ma solo in apnea.Le cose sono differenti nelle Filippine. Grazie all’amico Luigi, manager director del tour operator ‘ASIA HOLIDAYS’, siamo partiti alla scoperta di questa nuova località, dove ci si immerge con attrezzatura ara insieme allo squalo balena: isola di Leyte, Padre Burgos, Sogod bay. Il periodo ideale va da Novembre ad Aprile, noi ci siamo stati a Febbraio ed è stato un successo.

Isola di Leyte, Padre Burgos, Sogod bay
La giornata tipo:
Si esce la mattina presto, ore 7, con le stabili imbarcazioni a doppio bilancere banka, dopo circa un’ora di navigazione si arriva alla fortunata baia. Alla nostra vista delle piccole canoe a remi con a bordo degli spotter (persone che mettono la testa giù nell’acqua per osservare attraverso la maschera la presenza degli squali balena) scivolano velocemente nell’acqua. Dalla superficie, a meno che non stia nuotando a pelo, è quasi impossibile avvistarli. Nell’attesa assorbiamo il veloce briefing sul comportamento in acqua con il gentle giant insieme alle ottime guide Joseph e Peter: non si nuota davanti, 3-4 metri dalle pinne e distanti dalla coda, nuota apparentemente piano ma una palata addosso si sente. Intanto a bordo l’adrenalina sale, i minuti passano. Raramente accade di iniziare un viaggio con questa fortuna, dopo breve l’avvistamento dello squalo, veniamo segnalati, il comandante si avvicina al punto e tutti giù in acqua; attrezzatura ara, video e foto al seguito. L’acqua calda dei mari tropicali filippini da gusto, la visibilità è buona (stiamo avvistando gli squali balena, che si cibano di krill!!) circa 20 metri. Iniziamo la discesa su un fondale basso, neanche 20 metri e mi si para davanti il gigante che avanza docilmente con tutta la sua mole. Eseguo un passaggio e sfila lentamente, si distinguono perfettamente l’occhio e il movimento delle branchie…è bellissimo. Lo spettacolo dura poco però, il suo nuotare porta in fretta all’affanno chi cerca di seguirlo, ma abbiamo la comodità della banka, quindi risaliamo. Io e Luigi ci guardiamo, non potevamo sperare in un inizio migliore. Gli avvistamenti si ripetono altre 8 volte per altrettanti tuffi. Riesco a riprenderlo in diverse situazioni: controluce, di fronte, sul fondo con l’ombra proiettata nel fondale, per circa 30 minuti di ottimo film in alta definizione. Il secondo giorno ci avviamo molto più sereni, sicuri di avere già realizzato quello che ci serviva e per fortuna, visto che stavolta ci immergiamo nel latte e di squali balena due mezze sagome!!

Isola di Camiguin
Il nostro viaggio continua per un’altra isola meravigliosa, altrettanto dicasi per il resort. Ci spostiamo nell’isola di Camiguin, che oltre ai fantastici fondali (20 punti d’immersione) ha panorami da urlo con vulcani ancora attivi. Uno dei punti d’immersione, ‘Cemetery’, è un cimitero segnalato in superficie da una grande croce, sprofondato in seguito ad un terremoto. Ma prima di parlare d’immersioni è d’obbligo un’escursione intorno all’isola. Cappelli e solari sono consigliati, il verde e le cascate non mancano, ma il sole picchia. Gli scorci del paesaggio, la gente (non sono abituato a questa cordialità), le caratteristiche abitazioni sulle strade con i passaggi delle coloratissime jeepney e tricicle, mi fanno innamorare di quest’isola. Arriviamo sulla cima di un monte dove vi è la sede sismografica dell’isola, il panorama che sovrasta l’isola è indescrivibile. Le immersioni si susseguono numerose nei giorni successivi e abbiamo modo di esplorare i fondali in maniera esclusiva, siamo io, Luigi e le guide…da sballo!! Spugne a botte di notevoli dimensioni, gorgonie generose e alcionari variano i fondali, tutti al massimo a 20-30 minuti di navigazione. Canyon, Gypsy Rover, Cemetery, Nudibranch city e molti altri spot ci lasciano osservare un microcosmo possibile solo nell’area del sud est asiatico. Quindi mi prolungo spesso per delle macro spinte nei confronti di pigmy sea horse, frog fish, ghost fish, gamberetti, nudibranchi, tanto da prendermi le maledizioni di Luigi per le mie soste prolungate. Come sempre accade il sogno finisce, il bello è che questo sogno è diventato realtà, anche se purtroppo dobbiamo rientrare.

Da ricordare Dumaguete, dai bellissimi resort, i fondali coloratissimi con una tartaruga che si è lasciata accompagnare senza timore in un’acqua che non eccelleva in visibilità. L’immersione nel parco marino con i mandarine fish che, per via del regolamento, iniziavano ad uscire proprio quando noi dovevamo emergere. Il rapido passaggio (un solo giorno) a Cebu, al Sampaguita, dall’amico e manager del resort Sergio per un’immersione dai colori paragonabili al Mar Rosso in un’acqua cristallina. La sera, seduti comodamente al resort, gli occhi increduli dei turisti hanno potuto visionare le immagini in immersione con il gigante gentile. Le Filippine hanno molto da offrire, ed io ancora molto da scoprire…

Testi e immagini di : Domenico Martino


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