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Polinesia Francese

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Il mare più blu del Pianeta
C’è un’isola molto speciale nella Polinesia francese, è l’isola delle balene. Beh, queste isole nel bel mezzo dell’oceano Pacifico sono tutte speciali e sono suddivise in cinque arcipelaghi: Isole della Società, Tuamotu, Marchesi, Gambier e Australi. E’ proprio in quest’ultimo arcipelago che inizia il nostro viaggio da sogno, nell’isola di Rurutu. E’ l’arcipelago più a sud della Polinesia francese, ultimi avamposti nella rotta di percorrenza delle balene prima di arrivare nei mari ricchi di krill dell’Antartico. Dopo un giorno di volo a bordo degli aerei della Air Tahiti Nui, compagnia di bandiera ufficiale della Polinesia francese (dove già in volo il profumo dei fiori di tiare ci fa assaporare le emozioni del paradiso), si arriva all’aeroporto internazionale Faa’a di Tahiti. Quest’isola non è solo la porta di ingresso all’eden, ma una terra tutta da esplorare. I due vulcani che hanno formato Tahiti Nui e Tahiti Iti regalano ai visitatori paesaggi mozzafiato ma non solo, i colori del mercato di Papeete, le messe dove tutti vestono rigorosamente in bianco con i canti tradizionali che ti entrano dentro, il museo casa di James Norman Hall (co-autore del libro ‘Gli ammutinati del Bounty’, dove ho potuto impugnare il vero oscar vinto dal figlio per l’omonimo film). Ma torniamo all’isola di Rurutu. La vista aerea che si presenta è diversa da quella di altri arcipelaghi, niente atolli e niente laguna, il mare sprofonda velocemente a quote proibitive. I monti alti ospitano una rigogliosa foresta pluviale e verso costa la coltivazione è piuttosto diffusa. Quest’isola è sconosciuta al turismo di massa!! Atterriamo nel piccolo aeroporto con i piccoli aerei Air Tahiti accolti dalla classica collana profumata di fiori di tiare e incontriamo i rappresentanti della pensione Temarama, che ci ospiterà per alcuni giorni e sarà la nostra base di partenza per l’avventura tanto desiderata: nuotare insieme e filmare le megattere, le balene che cantano!! Sempre all’aeroporto incontro Yves Lefevre, manager del centro de plongee ‘Raie Manta Club’, in compagnia di uno dei miti della subacquea: Christian Petron (Atlantis, di Luc Besson). Christian è qui da Luglio e si tratterrà sino ad Ottobre (il periodo di avvistamento delle balene), sta girando un film sulle megattere. Gli chiedo come stanno andando le riprese su questi cetacei e lui replica:’E’ molto difficile, ci sono giorni in cui non si presentano situazioni e poi, se sei fortunato, con un’uscita sola realizzi immagini inseguite per settimane’. Io avrò a disposizione solo quattro giorni per riuscire nelle mie riprese… speriamo bene. Mi incontro con Christian Petron anche al piccolo molo, smontano dal suo veicolo due siluri, sono i blimp contenenti le telecamere HDTV e mi spiega affabilmente l’utilizzo di alcuni comandi riportati in esterno, poi scherzosamente mi offre in baratto la sua attrezzatura con la mia più maneggevole. Annuisco volentieri ma purtroppo non si procede allo scambio. Ognuno sulle proprie imbarcazioni e si parte, il mare è cobalto, non ricordo di aver visto acque con un colore cosi intenso prima d’ora.

Le balene
Avvistano i primi sbuffi e le code che scivolano sotto la superficie, ci dirigiamo lentamente nella direzione, sono due esemplari adulti, stanno riposando. Vanno in apnea per circa 20’, dopo questo tempo riemergono a prendere aria e chi ha fortuna se le trova sfilare cosi vicino da osservarli, fotografarli o filmarli nelle migliori condizioni. Le attese sono lunghe in acqua e poche le situazioni buone, spesso si rischia di inseguirle invano per tutta la baia. La loro mole non gli impedisce di volare nell’acqua, neanche impegnandomi con le mie pinne da apnea CRESSI gara 3000 riesco a tenere il passo, la mia attrezzatura video mi rende impacciato nel nuoto. Ricordo il pomeriggio del 20 di settembre, abbiamo fatto il periplo dell’isola perché nella baia e dintorni non se ne vedevano, un mare cosi grosso che quando ci tuffavamo nel blu i nostri corpi sparivano tra una montagna d’acqua e l’altra. Il nostro incontro: tre balene!! Due riposavano e la terza piroettava in acqua. Quest’ultima mi venne incontro con il muso, mostrò il ventre… spettacolare!!. Sopra il mare mi investiva, sommergeva, ma quasi non ci facevo caso, concentrato sulle inquadrature alle balene. La giornata indimenticabile però non era neanche in programma, infatti dovevamo ripartire alla volta di Tahiti nel primo pomeriggio per raggiungere Rangiroa, ma decido di uscire in barca lo stesso. Il mare, al contrario del giorno prima, è molto calmo, appena usciti dalla baia vediamo subito delle balene che nuotano pigramente. Sono vicinissime alla barca, la guida da l’ok per entrare in acqua e io scivolo lentamente da poppa. Lo spettacolo è mozzafiato: tre balene, un adulto, la mamma e il piccolo stanno nuotando insieme. Il primo sfila davanti l’obiettivo a poca distanza danzando, mentre la mamma, tenendo ben al sicuro il piccolo sul dorso verso la superficie scorre lentamente allontanandosi. La scena si ripete altre volte, mentre mi avvicino alla mamma mi accorgo di aver raggiunto distanze ravvicinate, con una codata la balena crea un turbine di bollicine che determina di nuovo la distanza di sicurezza e si allontana nel blu. Usciamo dall’acqua entusiasti, il nostro tempo a Rurutu è terminato, lascio sgocciolare la muta per sistemare il bagaglio, un panino al volo ed eccoci in aeroporto di ritorno a Tahiti. Prossima tappa: Rangiroa, Tiputa pass!!

Testi e immagini di : Domenico Martino


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