Appunti di Viaggio


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Manta point

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Manta point
La ‘Manta Birostris’ che si incontra alle Maldive può superare i 5 metri di apertura alare, appartiene all’ordine dei raiformi, alla quale appartengono tutte le razze. Dai pescatori erano chiamate ‘diavolo di mare’, probabilmente perché il dorso alato è di colore scuro e le due protuberanze anteriori, che servono a convogliare il plancton nella bocca, sono simili a corna. Le dimensioni e la ‘pelle’ ruvida, come quella degli squali, simile a carta vetrata, avranno contribuito a tale leggenda. Il nome del punto d’immersione lascia molte speranze, ‘Manta point’, nell’atollo di Ari, ma esistono molti ‘Manta point’ alle Maldive. Già in navigazione verso la desiderata meta una manta era passata sotto la nostra imbarcazione, facendoci urlare dalla gioia. Il Dhoni si ferma, siamo arrivati, ci prepariamo e ci tuffiamo. L’acqua ha molta sospensione, condizioni ideali per il loro banchetto. Passano 15 minuti ma non avvistiamo neanche una Manta, tra i coralli pullula la vita, ma siamo concentrati nel blu, siamo li solo per lei. Finalmente appare dal nulla, è enorme, si avvicina, sembra danzare sopra di noi. Nuoto insieme a lei quasi a contatto, riprendo con la videocamera mentre spalanca l’enorme bocca, convogliando acqua ricca di nutrimento. Ogni qual volta nuotiamo verso questo meraviglioso esemplare si allontana, dobbiamo attenderla sul fondale per assistere alle sue graziose movenze. Ci fa compagnia per una ventina di minuti, poi scompare. Tornati sul Dhoni ci guardiamo e non riusciamo ad esprimere l’emozione provata, ‘Manta point’ ha confermato la reputazione del suo nome.

El Niño & Co.
L’effetto atmosferico chiamato El Niño alle Maldive (cosi come in molte altre zone coralline del pianeta) ha provocato una moria dei coralli piuttosto intensa, anche se alcuni punti d’immersione conservano intatto il substrato, probabilmente a causa delle correnti. Il pesce invece si incontra sempre in enormi quantità, in particolar modo le tartarughe, sempre tranquille all’incontro con i subacquei. Ho potuto constatare e documentare quanto detto prima, rispetto alle mie precedenti visite di qualche anno fa in queste stupende isole, in occasione di un mio recente viaggio alle Maldive nel 2002 . Base di partenza l’isola di Gasfinolhu, a circa 30’ di motoscafo dall’aeroporto di Malè, nell’atollo di Malè Nord. Si tratta di una stretta lingua di sabbia bianca con bungalow in corallo in stile maldiviano immersi nel verde. Grazie alla perfetta organizzazione del centro diving THE CRAB e del responsabile Gigi partiamo dal pontile alla volta dei numerosi siti d’immersioni che si trovano a pochi minuti di navigazione dall’isola. I flussi di marea sono determinanti per la scelta del punto dove svolgere diving. Siamo fortunati, la thila di oggi è una delle più intatte della zona, la visibilità è buona e subito una tartaruga ci saluta, riesco a nuotare al suo fianco per diverso tempo. Il fondale è ricco, in una spaccata un pesce angelo nuota tra me e una gorgonia mentre una murena sguscia via dalla sua tana. La volta di una protuberanza della roccia è un’alternarsi di colori, in fondo un pesce napoleone guadagna lentamente il blu. A rendere però questa immersione unica è la sosta di sicurezza: intenti a guardare le madrepore sul cappello della secca, ci accorgiamo appena in tempo che un marlin ci sta sfrecciando a fianco dirigendosi verso il blu, accade tutto in un lampo, uno spettacolo fantastico. All’uscita un temporale all’orizzonte arricchisce lo show dividendo il cielo tra la colonna scura dello scroscio dell’acqua e l’azzurro del cielo. Più tardi la ciliegina di un tramonto da sogno completerà lo scenario delle perle dell’oceano indiano.

Testi e immagini di : Domenico Martino


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