Appunti di Viaggio


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Lissenung

DESTINAZIONI > Papua Nuova Guinea

Lissenung Island
Benvenuti in paradiso!! Lissenung Island è una piccola, anzi piccolissima isola (quindici minuti per il periplo), dove sorge il Lissenung Island Resort, composto da soli due bungalows, ognuno con due stanze separate con letto doppio, e un completo dive centre. I responsabili di questa opera d’arte sono due ragazzi austriaci: Dietmar ed Edith. In quest’isola, disposta tra il Pacifico e il Mare di Bismark, nell’estremo nord-est delle coste della Papua, Edith si occupa dell’eccellente cucina e che ogni cosa sia in ordine, mentre Dietmar è il responsabile del diving, offrendo anche corsi PADI. Per raggiungere Lissenung, da Port Moresby, si vola sino a Kavieng con Air Niugini, in circa un’ora e mezza. Atterrati a Kavieng, in soli quindici minuti di barca si arriva nella fantastica isola. Spiagge bianche e palme gli ingredienti dell’isola, durante la notte i tonfi delle noci di cocco che precipitano a terra e il canto degli uccelli sono gli unici suoni che si ascoltano, regna il buio, squarciato dal timido bagliore della luna e dai miliardi di stelle che sono appese sulla volta celeste. Nella vicina isola c’è un villaggio di gente locale, estremamente gentili e socievoli, i bambini sono bellissimi, si divertono con le loro imbarcazioni tipiche a seguire la nostra barca, che scivola lenta nell’acqua in cerca di scorci suggestivi da riprendere. Panorami mozzafiato, l’obiettivo ha un gran da fare, scendiamo dalla barca e insieme a loro visitiamo le aule delle piccole scuole, oramai deserte. Parlare con loro, in inglese ovviamente, è davvero gradevole. Torniamo a Lissenung mentre uno splendido tramonto si sta formando, insieme con Dietmar domani ci attende una fantastica immersione: Planet Channel.

Papua New Guinea... le migliori immersioni al mondo
Gli esperti riferiscono che nel Pacifico intorno alla Papua New Guinea esistono immersioni considerate tra le più belle del pianeta. Qui ci sono il doppio delle specie di pesci che vi sono in Mar Rosso e quasi cinque volte quelle presenti nei Carabi. Le immersioni si svolgono tutte piuttosto vicino alla costa, il reef è a ridosso delle isole, non come in Australia, dove per raggiungere la Grande Barriera bisogna navigare per parecchie miglia. Le migliori immersioni si effettuano con la corrente entrante verso i canali delle isole, cosi la visibilità può raggiungere i 30-40 metri. Il flusso di corrente spesso è piuttosto intenso, e un po’ d’aria viene ‘sprecata’ per guadagnare il fondo, trascinandosi con una sola mano sulla cima di ancoraggio, poiché l’altra è impegnata a mantenere salda l’attrezzatura subacquea da ripresa. Una volta superato il ‘gradino’, il fiume marino si placa, e tanto più è forte la corrente che incontriamo, tanto più alte saranno le possibilità di incontrare squali, aquile di mare, muri di barracuda e carangidi, e via discorrendo. Diversi squali nuotano elegantemente contrastando senza sforzo il mare che corre veloce verso le isole, siamo in prossimità della ‘caduta’, ma ci mantengono a debita distanza, evidentemente non risultiamo una specie interessante ai loro occhi. I fondali precipitano velocemente verso quote impegnative. La corrente ha stimolato un anemone che ha chiuso il suo mantello rosso porpora, lasciando pochi ciuffi di tentacoli in vista, spartiti dai pesci pagliaccio, una specie dai bellissimi colori. Diversi relitti riposano in queste acque, alcuni della WWII (seconda guerra), a profondità più che accettabili. Le gorgonie più belle ovviamente riescono a crescere solo dove la corrente evita di strapparle dal substrato, infatti risalendo in parete ne vedo diverse. Dietmar mi lascia osservare una specie, appartenente alla famiglia dei cavallucci marini più piccola al mondo, che misura pochi millimetri ed è ancorata ad una gorgonia. Torniamo sull’isola scivolando sul mare calmo, la cena a base di granchi delle mangrovie, cucinata in maniera superba da Edith ci attende. Il tempo inesorabile trascorre, saluto i ragazzi per volare alla volta di Port Moresby, per l’ultima parte del viaggio in Papua New Guinea, al Loloata Island Resort. Parte di me resta per sempre in quest’isola, un giorno tornerò a riprenderla, ma ora seguitemi nel prossimo articolo, per scoprire la magia di Loloata.

Testi e immagini di : Domenico Martino


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