Appunti di Viaggio


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La Habana

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Cuba
Sincretismo, spiritualità e magia solo alcuni degli elementi fondamentali della Regla de Ochà. Yemayà, il cui nome è un’abbrevazione dell’espressione Yeye Omo Eja, che significa ‘la madre dei pesci’, è l’essenza che dall’Africa rimase radicata nella memoria degli schiavi esportati nel ‘nuovo mondo’. Le vicende narrate nella Bibbia per convertirli al cattolicesimo dai gesuiti si fondono con le divinità e gli spiriti della religione africana Yoruba, dando vita alla religione che a Cuba prende il nome di Santeria. Un viaggio tra mistero e cultura de La Habana e il mare dai fondali di Maria la Gorda agli squali de i Jardines de la Reina per raccontare un paese straordinario. Grazie alla puntuale organizzazione di Emilia Campaña del Mintur e al Tour operator Press Tours il progetto per realizzare un documentario a Cuba è ai nastri di partenza.

La Habana
La ciudad de La Habana è la nostra tappa principale, la capitale di Cuba, una città dalle atmosfere incantevoli. Luis di Cubatur, la nostra guida, ci riceve presso l’hotel Copacabana. Facciamo un briefing nel quale pianifichiamo il nostro soggiorno per realizzare la prima parte del documentario. Partiamo con il mezzo messo a disposizione da Transtur condotto da Leonardo per delle riprese panoramiche della ‘Bahia de la Habana’, dal rilievo della zona est che domina la ciudad con la ‘Estatua del Cristo’. Una petroliera lentamente guadagna il mare aperto, una nave pilota lascia dietro di se la scia separando un mare calma piatta. A guardia del canale che dà accesso alla città verso nord, affacciata sul mare: la ‘Fortaleza de S. Carlos de la Cabaña’ (t.c. 1774), e sul capo estremo il ‘Castillo de los Tres Santos Reyes del Morro’ (t.c. 1630). Quest’ultimo, chiamato ‘El Morro’, lo visitiamo via mare navigando dalla marina Tararà, 22 km ad est de La Habana, uno dei luoghi di partenza per la pesca al marlin del personaggio che qui è ancora un mito: Hernest Hemingway. Ci rammarica il fatto che la nostra guida Luis non può salire in barca con noi… ‘burocrazia cubana’. Una serata nel locale ‘La Bodeguita del Medio’, nei pressi della Cattedrale, per rivivere il rito per Hern’st di sorseggiare un mojito accompagnato da un buon sigaro è d’obbligo. Nelle sale del locale adorne di stampe e foto d’epoca, la musica dal vivo e le luci creano una dimensione particolare.

La gente
Visitiamo la parte coloniale della città, davvero affascinante ma forse un po’ decadente. I colori pastello degli edifici dai lunghi colonnati con le caratteristiche auto d’epoca che sfilano eleganti ci fa fare un salto nel passato di diverse decine di anni. In Plaza de Armas due anziane sorelle fumano il caratteristico sigaro, una di loro in particolare è davvero coreografica, mi soffermo per qualche primo piano. Le bimbe con le loro treccine sono bellissime, ma i personaggi folkloristici per le vie della città abbondano: i ‘sonadores di strada’ sono presenti praticamente dinanzi ogni locale, tutti bravissimi. Le band suonano motivi tipici, ne incontriamo una, la “Sasa & his band”, in cui c’è il trombettista da naso… proprio cosi, intona le note con il naso ed è una forza!! Troviamo anche un venditore di giornali e di sogni, che inneggia una propaganda a ‘El Che’ Ernesto Guevara (vera divinità cubana) con tanto di basco. Il tramonto sullo ‘Straits of Florida’, conosciuta come Malecon o Av.De Maceo (il lungomare) costruita durante l’occupazione americana del 1901, cala lentamente i riflettori sulla ciudad del caribe. Ma la nostra mission è addentrarci con rispetto ai misteri della Santeria, in particolar modo alla divinità di Yemayà, la musa delle acque, che leggeremo nel prossimo articolo.

Testi e immagini di : Domenico Martino


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