Appunti di Viaggio


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Jardines de la Reina

DESTINAZIONI > Isola di Cuba

Santeria e Yemayà
Percorrendo le strade de La Habana vieja giungiamo dinanzi alla Iglesia de Nuestra Senhora de Regla, i primordi della chiesa risalgono all’inizio del sec. XVII. L’altare maggiore porta la statua de la Santissima Virgen de Regla, Madonna nera con bimbo bianco sul grembo. Qui incontriamo il santero bianco chiamato Papo, in realtà il suo nome è Remberto. Ci invita a visitare gli interni della sua abitazione, adiacente la chiesa. Una delle stanze è adibita a ‘Santuario’, dove sono ospitate diverse raffigurazioni di entità mistiche, gli Orishà (spiriti, divinità nella religione Yoruba). Intervistiamo Papo, il quale ci racconta di Yemayà, il cui nome è un’abbreviazione dell’espressione Yeye Omo Eja, che significa ‘la madre dei pesci’, l’essenza che dall’Africa rimase radicata nella memoria degli schiavi esportati nel ‘nuovo mondo’. Ogni forma di vita ha inizio in mare o comunque in ambiente liquido, come il fluttuante amniotico ove crescono immersi gli embrioni umani, simili a creature marine. Nella stanza degli Orishà Papo ci mostra la rappresentazione materiale di Yemayà: non ha corpo, l’immagine veste con sette sottane azzurre e bianche, adornata da conchiglie e monili, è il mare in persona e il suo colore riflette il cielo nell’acqua attraverso la luce. Come la vastità delle acque anche Yemayà si manifesta attraverso il mare in diversi modi, che scopriremo nel nostro viaggio all’interno del misterioso mondo Yoruba Locumì.

Maria La Gorda
Giungiamo a Maria La Gorda, sul mar dei Carabi (nel passato luogo di rifugio di leggendari pirati come testimoniano i relitti nei fondali), dopo aver percorso gli spettacolari paesaggi di Pinar del Rio. Al nostro arrivo un vento forte e teso comincia a soffiare dal mare scuotendo le palme dell’incantevole spiaggia, il giorno successivo ci attende una escursione subacquea ma già immaginiamo le condizioni sott’acqua con questa mareggiata, forse Yemayà non è propizia?! Una splendida alba sorge sul nuovo giorno, il vento finalmente si è placato e ci ritroviamo all’appuntamento con Raul, la guida subacquea locale, davanti al centro immersioni. Come team subacqueo siamo equipaggiati delle migliori attrezzature Cressi, nostro sponsor tecnico nella spedizione, ne sarà riprova l’affidabilità e il comfort dimostrati durante le nostre immersioni. Percorriamo il pontile e, raggiunta la potente imbarcazione si parte alla volta delle acque caraibiche. Durante la breve navigazione iniziamo le riprese di back stage, la vestizione è accompagnata da un’atmosfera divertente, ma è naturale… ci troviamo a Cuba no?! I fondali, nonostante la mareggiata abbia ridotto la visibilità, risultano molto vari, con passaggi in spaccate e canyon molto affascinanti. Tra i percorsi aragoste di buone dimensioni vengono ‘catturate’ dai nostri obiettivi, spugne a botte e coralli di vario genere accompagnano il nostro nuoto. L’abbondanza di pesce ci garantisce varietà delle riprese, le cernie si lasciano avvicinare moltissimo, cosi come i barracuda, che qui si incontrano solitari e ci accompagnano per lunghi tratti d’immersione. Quel che resta di un antico galeone pirata, su un fondale di pochi metri con una buona visibilità, segna la fine delle immersioni a Maria La Gorda, la nostra avventura continua per Jucaro, dove salperemo per una nuova località, dalle premesse spettacolari.

Jardines De La Reina
Torniamo soddisfatti della prima parte della spedizione a La Habana, dove visitiamo la zona coloniale e il coloratissimo mercato, per proseguire verso Varadero, capitale del turismo internazionale cubano. La lunghissima spiaggia bianca è un susseguirsi di lussuosi alberghi e sinceramente è l’area che meno ricorda la vera Cuba. Lasciamo questa località per proseguire la nostra ricerca verso il luogo dove potrebbe apparire Yemayà: i Giardini della Regina!! Il trasferimento in auto verso Jucaro dura sei lunghissime ore, dai finestrini osserviamo un paesaggio incantevole, vero ed incontaminato. Arrivati al piccolo porto ci imbarchiamo a bordo del Motor Yacht Explorador ma, dopo qualche miglio di navigazione il mare, causa un forte vento da nord, si agita parecchio… un trasferimento shakerato. Sembra davvero che Yemayà non sia propizia, o forse vuole mostrarsi in tutte le sue forme! Finalmente, dopo altre sei ore di dura navigazione e 52 miglia percorse, approdiamo al Tortuga, unico campo base autorizzato, a gestione italiana, situato nell’immenso mangrovieto che compone il parco marino dei Jardines de la Reina. Una perturbazione si avvicina minacciosa, i lampi illuminano le scure nubi all’orizzonte, un temporale sta per scatenarsi. Lo splendido arco colorato dell’arcobaleno in un’aria tersa ci accoglie nel nuovo giorno, quasi un annuncio che gli dei si sono placati, il nostro morale riprende fiducia, Yemayà è pronta ad accoglierci negli abissi. La natura che ci circonda è sorprendente: delle aquile stanno covando le uova, i pellicani planano a pelo d’acqua e le fregate si librano in cielo, un colibri su un ramo pulisce il suo piumaggio, con i raggi del sole che ne risaltano il verde intenso. L’immersione di oggi la faremo in compagnia dei temibili Caribbean Shark. Noel, l’incantatore degli squali, ci spiega un accurato briefing e ci mostra la mano: diversi punti di sutura ormai cicatrizzati sono i segni di un errore di valutazione sull’esca da parte di uno squalo. Noel, originario di Jucaro, è uno dei migliori conoscitori dei fondali dei Giardini della Regina, è un personaggio davvero simpatico e disponibile. Il sacco con i tranci di barracuda è in acqua, ci tuffiamo e videocamere al seguito raggiungiamo il fondale, intorno ai 30 metri. La visibilità non è delle migliori, il che contribuisce ad enfatizzare l’atmosfera adrenalinica. Gli squali avvertono subito la nostra presenza e numerosi compaiono dal blu, il loro comportamento è nervoso, ci puntano decisi, urtano più volte i nostri illuminatori. Con fermezza i nostri compagni d’immersione li allontanano con degli appositi bastoni mentre ci disponiamo a copertura. Basta un attimo di distrazione e uno degli squali agguanta il sacco con le esche, siamo costretti ad abbandonare il fondale prima che gli squali raggiungano un’incontrollabile frenesia alimentare. In superficie lo show continua, ma stavolta sono i silky shark (squali seta), cosi chiamati perché la loro pelle che ricorda molto questo tessuto. Qui Noel da il meglio di se, li ipnotizza tenendoli con le mani tra il muso e la coda…è uno spettacolo fantastico, che continuerà nei giorni a venire con l’incontro delle cernie giganti, delle tartarughe, i pacifici squali nutrice e una natura incontaminata sovrana. Questo autentico ultimo paradiso ha un nome: ‘Jardines De La Reina’ (I giardini della Regina), parco nazionale protetto a livello mondiale dall’UNESCO... dove Yemayà ha svelato i suoi segreti ad altrettanti amanti del mare, che faranno rivivere questa leggenda a cui molti cubani sono assolutamente legati e devoti, prestando una fede smisurata.

Testi e immagini di : Domenico Martino


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