Appunti di Viaggio


Vai ai contenuti

Isola di Sal

DESTINAZIONI > Isole di Capoverde

Sal
D'accordo con Enzo anticipiamo il rientro nell'isola di Sal per riuscire a realizzare il servizio subacqueo. Arriviamo quindi nel resort Belorizonte situato presso il vicino villaggio di Santa Maria e alla reception chiediamo le info necessarie per cercare un diving li vicino. Ci consigliano il Manta Diving Center, proprio fuori la hall del resort. Dopo aver sistemato i bagagli nelle nuove stanze ci dirigiamo verso il diving… finalmente una struttura degna di essere chiamata con questo nome!! L'attrezzatura è davvero fornita, in parata ci sono un gran numero di bombole con attacco rubinetteria sia DIN che INT, per non parlare dei gruppi completi per chi vuole noleggiare l'equipaggiamento. Noto subito l'ampia vasca per sciacquare dal sale le apparecchiature da ripresa, essenziale per la corretta manutenzione di obiettivi & Co. Nell'ufficio incontriamo Nuno, portoghese di Lisbona, il responsabile del diving con grande esperienza nelle acque di Capo Verde, che si mostra subito molto gentile e disponibile. Ci chiede cosa vorremmo documentare e, dopo aver spiegato le nostre esigenze, pianifichiamo i giorni a venire per una ‘full immersion' subacquea. Il giorno dopo appuntamento alle otto al diving con la pesante attrezzatura da ripresa. Nuno attende l'arrivo degli altri turisti subacquei per poi fare un dettagliato briefing sul da farsi sott'acqua. Il pick-up ci conduce sino al pontile, ‘sbarchiamo' e Nuno ci dice che la parte più difficile dell'immersione sarà proprio percorrere il pontile, mancano infatti diverse assi di legno e mettere una gamba nel posto sbagliato porterebbe conseguenze spiacevoli. Arriviamo comunque facilmente al capiente gommone e cominciamo a sistemare le attrezzature sull'imbarcazione, finalmente si parte… Ora visiteremo i fondali di Capo Verde che cosi a lungo si sono lasciati desiderare.

Diving
Lo "Zodiac" velocemente ci porta sul luogo d'immersione, il mare è buono nonostante il vento non si plachi, ma siamo in zona riparata dagli Alisei. La muta da utilizzare nei periodi primaverili a Capo Verde, per quanto si trovi al di sotto del Tropico del Cancro, deve essere spessa, infatti la temperatura dell'acqua è intorno ai 20°C. Solo sul finire dell'estate la temperatura marina raggiungerà i quasi 30°C, riuscendo a contrastare il gioco delle fredde correnti dell'Oceano Atlantico. Per una migliore tenuta mi affido alla semistagna Cressi, cosi da garantirmi il comfort termico in immersione. Siamo pronti, ci tuffiamo in acqua, la corrente è praticamente assente, raggiungiamo lentamente il fondale. La visibilità è accettabile, 10-15 metri, il fondale alterna formazioni rocciose e distese di sabbia. Sul substrato roccioso la colonizzazione è scarsa, infatti il paesaggio appare piuttosto spoglio, mentre gli anfratti e le numerose volte sono un tappeto giallo di parazoanthus. La quantità di pesce al contrario è notevole, specie tropicali e mediterranee si incontrano insieme frequentemente. I pesci trombetta qui si riuniscono in parata, in un gruppo si distingue dagli altri un pesce trombetta dallo spiccato colore giallo. Un banco di pesci chirurgo si muove all'unisono rasente la volta, gli illuminatori ridonano la splendida varietà di colori che compone questo scenario naturale. Sulla parete un altro banco di "grugnitori" si unisce a formare un tondo, la loro ombra è proiettata sul fondo e probabilmente serve per disorientare i predatori. I granchi ragno si muovono lentamente dando modo, agli amanti della macro spinta, di creare una fotografia impostata nei dettagli. Anche i nudibranchi ci danno modo da soli di costruire una storia, con inquadrature particolari del movimento delle branchie dovuto al movimento del mare. Il colore dei soggetti ripresi non è cosi appariscente come quelli ripresi nel sud-est asiatico ma è comunque suggestivo. Il manometro ci consiglia di iniziare la risalita e seguendo la cima raggiungiamo lentamente la superficie, dopo la solita tappa di sicurezza a -5 metri. Il gommone ci riporta sul pontile dove ci attende uno spuntino nell'attesa dell'immersione successiva. Nel frattempo tornano con le loro coloratissime barche i pescatori con le prede, le assi del pontile si colorano di rosso, vengono infatti issati e puliti esemplari di tonno e serra, pesce freschissimo per i ristoranti del villaggio di Santa Maria che non mancheremo di degustare. Richiamano la nostra attenzione verso un catamarano che sta ormeggiando, sulla poppa uno squalo tigre di due metri e mezzo giace disteso, farà parte del menu dei locali, ci dicono, mentre la testa arrederà qualche sala come trofeo… da sola vale una loro settimana lavorativa!!

Il relitto
Il cambio bombole è stato effettuato, i gruppi sono pronti e ci apprestiamo a partire per la seconda immersione, che si effettua in tarda mattina. Attraverso la scaletta del pontile scendiamo sul gommone, in pochi minuti ci troviamo sul nuovo punto d'immersione: il relitto di un cargo che giace su un fondale poco profondo. La visibilità non è da sogno, raggiungiamo lo scafo poggiato su un fianco, nascosto tra le lamiere un bell'esemplare di pesce istrice fa capolino timidamente. Poco distante, all'interno della cornice artificiale prodotta dalle lamiere nuota incastonato un pesce angelo a formare un magnifico quadro. All'interno dello scafo uno spettacolo curiosissimo: l'aria rimasta intrappolata nelle lamiere è oggetto d'interesse di alcuni pesci lima, sembra proprio che si avvicinino per specchiarsi e si orientano prima da un lato, poi lentamente si girano per mirare la stupenda livrea, non alzano neanche l'aculeo sopra la testa come segnale di agitazione…che si riconoscano davvero? Il relitto è divenuto dimora per molti animali marini, ben nascosta tra le lamiere una murena gialla maculata spalanca completamente la bocca e mi costringe a delle acrobazie subacquee per riuscire a riprenderla, ma alla fine esulto per il risultato mentre Nuno mi guarda con fare interrogativo. Pinneggio verso prua per fare un'inquadratura d'insieme e lentamente nuotare verso il relitto, la ripresa con il 112° è molto suggestiva e con questa visibilità quasi surreale. Tornando verso il centro dello scafo un trigone si dirige verso me, forse abbagliato dalle luci, poi punta dritto verso il blu e la sua sagoma svanisce rapidamente mentre noi iniziamo la risalita. Le immersioni si susseguono numerose insieme a Nuno e grazie alla sua disponibilità riusciamo a realizzare dell'ottimo materiale sulla Capo Verde sottomarina, che a breve vedremo sugli schermi RAI – LINEA BLU, cosi che tutti possano apprezzare i fondali di queste affascinanti isole, crocevia dell'Atlantico.

Testi e immagini di : Domenico Martino


Torna ai contenuti | Torna al menu