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I Cenotes

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I Cenotes
Atterriamo a Cancun e il pullman ci conduce al Riu Yucatan, nuovissima struttura cinque stelle davvero lussuosa (inaugurata nel 1997), situata nella località di Playa del Carmen, che sarà la nostra base di partenza per delle immersioni davvero uniche: i Cenotes. Ci troviamo nella penisola dello Yucatan, territorio messicano nello stato del Quintana Roo, che affaccia sul Mar dei Caraibi. La zona, ricca di storia Maya è molto giovane, si è formato nell’era Cenozoica, circa 65.000.000 di anni fa. Un tempo qui c’era il mare, il mare tropicale con un reef caraibico presente da circa 500 milioni di anni. Con la glaciazione poi, queste terre sono emerse. La penisola dello Yucatan è un enorme strato di rocce porose consistente in corallo morto, conchiglie ed altri elementi marini decomposti. Questo deposito vicino costa è avvenuto nel periodo compreso tra il Pleistocene e Olocene. Tempo e pressione hanno solidificato il sedimento in materiale roccioso.

Museo geologico
Ci troviamo di fronte ad un immenso museo geologico: la zona è cosparsa da caverne sotterranee e Cenotes (la parola ‘Cenote’ deriva dal termine Maya -D’zonot- acqua sacra, che da la vita, rappresenta una cavità sotterranea con acqua permanente), la maggior parte invase dall’acqua dolce, proveniente da fiumi sotterranei e acqua piovana che filtra nel sottosuolo. E’ dai Cenotes infatti che i Maya attingevano l’acqua per vivere, ed alcuni di questi venivano utilizzati per i sacrifici, come quelli che venivano offerti a Chac Mool, il quale prediligeva la morte per annegamento. Nei Cenotes presenti nei siti Maya avvenivano infatti sacrifici umani e la popolazione di questa antica e in parte sconosciuta civiltà credeva si andasse dopo la vita. Non ci sono fiumi in superficie poiché il calcare fa filtrare la pioggia facilmente attraverso il terreno. I Cenotes si formano naturalmente quando le formazioni calcaree diventano meno resistenti e collassano, producendo finestre sulle pozze d’acqua presenti nel sottosuolo. Il tempo e l’acqua che in milioni di anni è filtrata attraverso il materiale calcareo ha dato vita a delle spettacolari formazioni di stalattiti e stalagmiti, e nelle volte completamente sommerse quello che osserviamo è qualcosa di veramente unico: fragili strutture di carbonato di calcio che formano guglie e colonne che creano un’atmosfera surreale, l’acqua è talmente cristallina che sembra di volare.

Cavern diving
Con la nostra esperta guida speleosub Emilio Nagafugi, istruttore messicano con il nonno di origine giapponese, partiamo dal diving Water Sport presente nella struttura del Riu Yucatan in fuoristrada attraverso la highway 307. Dopo circa 45 minuti di strada, dove nel frattempo è avvenuta una accurata spiegazione sullo svolgimento dell’immersione, ci addentriamo nella giungla per una stradina sterrata piuttosto disagiata. Dopo qualche chilometro ci fermiamo, siamo arrivati al Cenote ‘Dos Ojos’ (due occhi). Quello che osserviamo una volta scesi davanti lo specchio d’acqua è meraviglioso: l’acqua è cosi limpida e luminosa che ci attira all’immersione come le sirene per Ulisse. Ci tuffiamo, la temperatura dell’acqua con una muta da 3mm è confortevole, 24-25°C. Emilio svolge il rocchetto con la cima che ci guiderà nuovamente all’uscita, l’immersione è poco profonda, una decina di metri, la grotta si sviluppa orizzontalmente. Ci sono ampie volte altamente decorate da spettacolari colonne calcaree, stalattiti e stalagmiti che si protendono a cercare il contatto tra di loro, dei piccoli pesci popolano le acque. La coreografia naturale è davvero mozzafiato, seguiamo la cima in perfetto assetto per non sollevare del sedimento, il contrasto dei colori tra le formazioni e l’acqua è splendido, avanzando le colonne naturali in primo piano dal color ambrato lasciano il posto alla quinta naturale degli spot di luce che penetrano dalle finestre in superficie, l’aria intrappolata nella volta riflette l’immagine delle formazioni calcaree. Qui conta l’aria nelle bombole con la regola di 1/3 e il tempo d’immersione (circa 45’) sembra volare in questo luogo incantato, è già tempo di risalire...

Testi e immagini di : Domenico Martino


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