Appunti di Viaggio


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Great White Shark
E' proprio cosi... alle volte i sogni diventano realtà. Di seguito l'esperienza della spedizione durata tre settimane nel South Australia con le immagini straordinarie dell'ultimo leviatano: il grande squalo bianco. Innanzitutto vorrei ringraziare
Lyn e Daniela, che in tempi record hanno programmato con estrema professionalità l'eccezionale avventura, dandomi modo di tradurla in documentari unici. Molti ringraziamenti anche agli operatori del SATC (South Australian Tourism Commission) e della QANTAS, fondamentali con i loro contributi. Sono onorato per aver potuto intervistare Rodney Fox e Rolf Czabayski, due simboli per lo shark cage dive expedition nel South Australia.

Rodney Fox Shark Experience Museum
E' fine gennaio, è estate, la temperatura è intorno ai trenta gradi, il lungo volo della QANTAS da Roma è finalmente arrivato ad Adelaide. Già, Adelaide è il nostro campo base, la città capitale dello stato del South Australia con un milione di abitanti circa, dalla tranquillità inusuale per chi vive come me a Roma. Nel quartiere di Glenelg, a circa 12 km dalla città, sulla costa del golfo di S.Vincent, un caratteristico edificio attende la nostra visita: Il Rodney Fox Shark Experience Museum. Raggiungiamo Glenelg con il tram storico, l'unico operante in Adelaide dal 1958. Rodney Fox è forse la persona più conosciuta sopravvissuta miracolosamente all'attacco di un grande squalo bianco. Era il 1963 e durante una gara di pesca ad Aldina beach, a sud di Adelaide, Rodney veniva attaccato da uno squalo bianco di tre metri e mezzo, il quale produceva lesioni molto gravi nel torace del giovane. Prontamente trasportato all'ospedale, erano necessari 462 punti per chiudere le ferite inferte dai micidiali denti. Dopo 40 anni, Rodney ha collaborato con la Cousteau Society, il National Geographic e molti altri nella realizzazione di documentari sulla specie che lo ha quasi ucciso, inoltre è tra coloro che si occupano dello studio e il comportamento di questo antico predatore. Di questo e molto altro ci parla nell'intervista, ci tiene a mostrarci delle pinne di squalo per spiegarci di come la specie più pericolosa del pianeta, cioè l'uomo, stia seriamente minacciando la sopravvivenza degli squali solo per deliziarsi delle famose zuppe di squalo nel sud est asiatico con una pesca indiscriminata e cruenta. Il museo ospita, oltre alle gabbie usate per girare diversi film, denti fossili degli antenati dello squalo bianco, riproduzioni fedeli di squali bianchi che utilizziamo come quinta per la nostra intervista. E' davvero un'emozione riuscire a parlare con Rodney, rimango con piacere a scambiare battute prima di salutarlo.

Il primo avvistamento con Rolf
Dopo essere stati accompagnati dall'italianissimo Cesare alla scoperta della città (che opera nel settore del turismo nel South Australia da circa due anni), si arriva al giorno della partenza per Port Lincoln, a circa un'ora di volo da Adelaide. Un permesso particolare ci consente di portare con noi la pesante attrezzatura nel piccolo aereo. All'aeroporto di Port Lincoln ci attende in limousine Rolf che ci accompagna in albergo, poi meeting la sera a casa sua per una birra e conoscere le altre persone che l'indomani si imbarcheranno con noi per vivere delle giornate che molti giudicano estreme: immergersi in gabbia con il grande squalo bianco. Rolf ha iniziato lo shark cage 25 anni fa ed ha un'esperienza enorme nel settore, è un personaggio che trasmette positività da tutti i pori. Come Rodney anche lui ha ospitato molte troupe cinematografiche... ora tocca a noi. Sempre a casa di Rolf conosco un ragazzo neozelandese il quale ha lavorato per il National Geographic, mi consiglia di tenere la camera e il monitor sempre accesi e di essere sempre pronto a filmare per non perdere l'attimo. L'area dove avvengono maggiormente gli avvistamenti è nel Sir Joseph Banks group of Island, Dangerous Reef, Thorny Passage, North & South Neptune Islands. Un nuovo giorno sorge, ci siamo, lo yacht salpa, si naviga verso North Neptune Island, ove risiede una colonia di leoni marini, guarda caso dieta principale dello squalo bianco. Arriviamo nella baia e subito sentiamo Rolf chiamare a gran voce "Shark...shark", un'esemplare di circa 3 metri sta nuotando in superficie nei pressi dell'imbarcazione... siamo fortunati!! Si cala la gabbia in acqua dalla Calypso Star, c'è eccitazione a bordo, mi affretto negli ultimi controlli di camera e monitor, quest'ultimo si rivelerà molto utile per la "fotografia" durante le riprese. Nel frattempo Rolf ed Andrew preparano la pastura di sangue di tonno e i tranci, sempre di tonno, che vengono gettati in acqua e recuperati con le cime per attirare lo squalo. Rolf fa il briefing, spiega di allontanarsi dalle feritoie quando lo squalo punta la gabbia poiché potrebbe entrare con il muso dentro, di non sporgere arti o testa al di fuori, poiché lo squalo bianco, dopo un'evoluzione di milioni di anni è il predatore perfetto per eccellenza, è silenzioso e se giungesse dal fondo o da dietro... Indosso la spessa muta per contrastare le fredde acque del South Australia, Andrew mi aiuta con la zavorra... sono pronto al mio incontro ravvicinato con il grande squalo bianco. Dalla sicura gabbia in alluminio ampie aperture mi consentono di affacciare l'obiettivo per inquadrare gli attacchi del bianco alle esche, respiro con l'erogatore da una lunga frusta che riceve aria dal compressore a bordo dell'imbarcazione. La gabbia balla un pò, mi serro con i calzari nei fermi applicati in fondo alla gabbia per stabilizzarmi, eccolo che arriva, la visibilità dell'acqua è ottima, dalla barca tentano di recuperare la cima con il pesce ma lo squalo apre le mascelle e affonda i denti affilati nella testa del tonno. L'acqua ribolle, continua la sua corsa senza fermarsi e investe la gabbia, comincia a scodare con violenza per strappare il boccone, ha una potenza enorme, la cima viene recuperata come tranciata di netto. Esulto da solo in gabbia, sono riuscito a filmare la sequenza e sono convinto che la ripresa sia buona, solo la sera, riguardando il girato e sentendo i complimenti di Rolf e di tutti gli altri, avrò la certezza di avere un pezzo di documentario in tasca.

Testi e immagini di : Domenico Martino


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